Perché il Cav. non ha venduto Tremonti al Real Madrid
Ci si è poi concentrati sull’unificazione del ‘comando’ del centrodestra (in rapida successione c’è stato l’accordo per la Banca del sud, per il Veneto alla Lega e il Lazio alla candidata di Fini) anche qui con un’ispirazione largamente movimentista verso leggi costituzionali (senza paura di referendum annessi) per riformare giustizia e assetti istituzionali, tra cui il premierato.
Dalla seconda esperienza, deriva un giudizio sull’opera di un certo tipo di establishment che mira a condizionare il governo fino a sfarinarlo, come successe con l’iniziativa di Luca Cordero di Montezemolo che prima s’impegnò a dividere l’esecutivo (fino alle dimissioni di Tremonti) e poi si prodigò per arrivare al governo Prodi.
A Berlusconi non sfugge il lavorìo ‘ispirato’ da settori di un establishment pur provato che, su tanti quotidiani, si compie per disarticolare la maggioranza di centrodestra, cercando di contrapporre risparmiatori a produttori, ceti medi a lavoratori, per destabilizzare chiunque abbia un rapporto di lealtà con il governo.
Si tratta, però, nonostante tutto, ora, di attribuire peso a questa scelta, di darle una sorta di continuità come con le famose ‘cene di Arcore’ con Bossi, cosicché i temi strategici della prossima fase (dal federalismo fiscale alla diminuzione della pressione fiscale ai temi al centro di una politica per il sud) siano discussi con una certa sistematicità e tradotti in obiettivi coerenti.
Fonte:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/3726
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