Bettini: “La vera Muraglia sono gli spagnoli”
Pechino – Se ne stava seduto in malo modo sul cassone arrugginito dell’Apecar cinese di papà. Accanto a lui la mamma, tutta presa a tenerlo stretto per proteggerlo dagli scossoni del traffico. Ci ha visti in quel momento, quando la station wagon ammiraglia con i colori dell’Italia è comparsa dietro loro portando in dote le scritte della festa olimpica, il fascino di un Paese lontano e la grinta di cinque ragazzi in bicicletta. Il bimbo ha sgranato gli occhi mentre cittì Franco Ballerini lo salutava, mentre Paolo Bettini faceva così con la mano e Davide Rebellin, Vincenzo Nibali e Franco Pellizotti allargavano un poco per non spaventare la famigliola appollaiata su quel trabiccolo.
È stato in quell’istante che, come fosse Star Trek, si è materializzato accanto al finestrino del cittì il faccione buono di Marzio Bruseghin. «Franco», gli ha detto il quinto azzurro, «un attimo solo che regalo al piccolo la mia borraccia». Il passaggio di quel testimone in corsa è durato un battito, ma gli occhi del piccolo sono rimasti impressi per minuti sullo specchietto retrovisore dell’ammiraglia. Dentro, quattro persone, cittì compreso, in silenzio hanno continuato a fare su e giù con lo sguardo per cercare nello specchietto il ricordo di quel sorriso.
Le tre ore di prova sul circuito olimpico sono finite così, con la sacrosanta soddisfazione di un gruppo che ha tutte le carte in regola, domani, per bissare l’oro di Atene.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281813


